Tipo di documento:
Manoscritti
Autore/curatore:
Ermengaudus
 
Standard: [Ermengaudus]
Titolo:
Opusculum contra haereticos qui dicunt et credunt mundum istum et omnia visibilia non esse a Deo facta sed a diabolo
Data di pubblicazione:
1212-1215? Cap. 21: 1235-1238.
Tipo/numero di edizione:
manoscritto
Soggetti:
Cattolicesimo - Polemica anticatara - 1200-1300
Cattolicesimo - Polemica antivaldese - 1200-1300
Ermengaudo di Béziers - Contra haereticos
Valdesi - Storia - 1200-1300 - Fonti documentarie

Riassunto/commento:

Il trattato di Ermengaudo Bernard de Fontcaude è contenuto in un manoscritto nella Biblioteca del Collegio dei Gesuiti di Bruges, passato poi alla Bibliothèque royale de Bruxelles, nn. 3961-3963, e in un manoscritto nella Bibliothèque Municipale de Troyes 1068.

Prima edizione: Jacobus Gretser, Trias scriptorum (ristampata in: Jacobus Gretserus, Opera omnia, vol. 12, pp. 108-241; Bibliotheca Veterum Patrum, Paris 1624, vol. 4, col. 1233-1262; Maxima Bibliotheca Veterum Patrum, Lyon, vol. 24, col. 1602-1615; Migne, Patrologia Latina, vol. 204, col. 1235-1272). Gretser ha edito questo trattato anti-cataro dal manoscritto della biblioteca del Collegio gesuito di Bruges (oggi nella Bibliothque Royale di Bruxelles). Questo manoscritto mutilato  termina all'inizio del capitolo 19.

Nel 1939 Antoine Dondaine, Nouvelles sources, ha segnalato l'esistenza del manoscritto più completo nella Bibliothèque Municipale de Troyes. Esso contiene il resto del cap. 19, il cap. 20: De rasura capitis e il cap. 21: De erroribus Valdensibus. Queste aggiunte sono staei in parte edite da Giovanni Gonnet, Waldensia, p. 249-254 (ristampato in: idem, Il grano, vol. 2, pp. 809-811; il testo del cap. 21 è ripreso in: Giovanni Gonnet, Enchiridion, vol. 1, pp. 155-157).

L'attribuzione del manoscritto all'omonimo abata di St. Gilles (1179-1195) è oggi abbandonata, mentre alcuni insistono ancora ad attribuirlo a Ermengaudo di Béziers, uno dei compagni di Durando di Huesca (p.e. Arno Borst, Katharer).

Raoul Manselli, Ermengaudo,  in: idem,  Il secolo XII, pp. 253-264, giudica che il cap. 21 non può essere un parte dell'opera di Ermengaudo, essendo un verbale contenente una confessione di 3 pentiti dinanzi all'inquisizione vescovile di Valence e che deve essere ritardato "almeno di un mezzo secolo".

Cfr. Carlo Papini, Valdo di Lione, pp. 400-404, che segue l'ipotesi di Manselli e data il De erroribus Valdensium  negli anni 1235-1238