Tipo di documento:
Manoscritti
Autore/curatore:
Procureur de la foi du diocèse d'Embrun
 
Standard: [Anceçune, Rostaing d']
Titolo:
Origo Valdensium et processus contra eos facti
Data di pubblicazione:
[Probabilmente 1501]
Materiale allegato :
Luogo di reperimento:
Cambridge University Library, ms. Dd 3.25 (3)
Soggetti:
Manoscritti valdesi - Cambridge - Biblioteca universitaria - Ms Dd 3.25 (3)
Valdesi - Persecuzioni - Delfinato - 1488

Indice:

Si tratta di una breve memoria, un compendio della storia e delle persecuzioni contro i valdesi

Riassunto/commento:

Testo latino in: Allix, Some Remarks, pp. 297-306. Traduzione inglese in: Morland, History, pp. 215-222;  traduzione francese in: Léger, Histoire, 1669,  vol. II, pp. 21-26. 

Vgl. Benedetti, Il santo bottino, p. 95..

Sovente erroneamente attribuito al vescovo di Embrun, Rostaing d’Anceçune.

L’anno di produzione del testo può essere stabilito con certezza tra il 1501 e il 1504, ma molto probabilmente risale proprio al 1501, come si può vedere qui di seguito. Questo perché il documento è stato sicuramente scritto dopo l’incarico di commissari apostolici assegnato a «Laurent Bureau, évêque de Sisteron», e a «Thomas Pascal, official d’Orléans» dal papa Alessandro VI, il quale oltre a loro « adjoignit Geoffroy Boussart, chanoine du Mans et Jean Saunier, official d’Autun, le 15 mars 1501, avec mission d’enquêter sur l’affaire [della riabilitazione dei valdesi] en présence de l’ordinaire du lieu », vale a dire il vescovo di Embrun, Rostaing d’Anceçune [PARAVY 1993, p. 994]. Il termine ante quem è dato dal fatto che «Dominis Fratri Laurentio Cistaricensi Episcopo» (Laurent Bureau, vescovo di Sisteron), compare come uno dei destinatari del testo, ed egli è morto il 5   luglio 1504 [MARX 1914, p. 187].

In più il fatto che oltre a lui e a «Thomæ Paschalis Orlianensi Officiali» compaia come destinatario lo stesso «Reverendissimo in Christo Patri et Domino, Domino Rostagno Ebredunensi Archiepiscopo», rende impossibile l’attribuzione del testo a quest’ultimo – come invece è stato fatto da vari studiosi – mentre la paternità va assegnata al Procuratore fiscale della diocesi di Embrun, come già Marx 1914 (pp. V, 183 e n. 2) aveva correttamente segnalato: « Allix transcrivit dans son ouvrage un résumé de la doctrine vaudoise qu’il attribuait à un inquisiteur anonyme et qui en réalité est un mémoire présenté en 1501 à des commissaires enquêteurs par le procureur de la foi du diocèse d’Embrun ». Infatti la documentazione « se termine par les mots: “Super quibus dictus procurator tanquam super articulo prejudiciali petit jus dici et interloqui, jusque et justiciam ministrari, officium vestrum humiliter implorando”. Ce mémoire rappelait la substance de l’hérésie vaudoise, les mesures qu’on avait dû prendre contre eux, les procès engagés régulièrement par l’archevêque d’Embrun en 1461, par l’inquisiteur Jean Veylet en 1473, par l’archevêque d’Embrun à nouveau en 1483 et 1486, et enfin par Alberto Cattaneo en 1487 et 1488 » [Daniele Tron].