Tipo di documento:
Opera collettanea
Autore/curatore:
a cura di Roberto Rusconi
 
Standard: Rusconi, Roberto [Roberto Rusconi]
Titolo:
Gioacchino da Fiore tra Bernardo di Clairvaux e Innocenzo 3. : atti del 5. Congresso internazionale di studi gioachimiti : San Giovanni in Fiore, 16-21 settembre 1999

Standard:

Collana:
Opere di Gioacchino da Fiore
Collana:
13
Data di pubblicazione:
2001
Luogo di pubblicazione:
Roma

Standard: Roma [Rome][Rom]

Editore/tipografo:
Viella

Standard: Viella

ISBN/ISSN:
8883340337
Pagine:
378 p., [5] carte di tav. :
Numero di illustrazioni:
illustrazioni
Formato :
24 cm
Soggetti:
Gioacchino da Fiore

Indice:

1. Gioacchino da Fiore tra storia ed escatologia 2. Le relazioni di Gioacchino da Fiore con la Chiesa, il papato e l'impero 3. L'orizzonte speculativo di Gioacchino da Fiore: fondi e dottrine 4. La diffusione del messaggio di Gioacchino da Fiore - Conclusione

Riassunto/commento:

Dal sito dell'editore: Esiste un profondo collegamento fra il pensiero teologico di Gioacchino da Fiore († 1202) e il suo personale coinvolgimento nei grandi avvenimenti della politica ecclesiastica dell’epoca: la lotta per la libertas ecclesiae, i rapporti con l’impero germanico, il ruolo di monaci e laici nella riforma della Chiesa. Anche le fasi successive della crescente reputazione del monaco calabrese furono assai strettamente legate ai suoi rapporti con i vari pontefici, sino a Innocenzo III. Abbandonate le antiche polemiche sulla sua ortodossia, è ormai evidente che Gioacchino incarnò una istanza riformistica peculiare all’interno del mondo monastico del secolo XII, tesa verso un ritorno a una primitiva purezza in maniera del tutto inseparabile dal grande tronco dell’ordo sancti Benedicti, dal quale erano già derivate le riforme di Cluny e di Cîteaux. Il nesso tra riforma del monachesimo e attesa della fine dei tempi si risolveva in Gioacchino nell’elaborazione di un’escatologia a carattere monastico. Il lungo e faticoso lavoro di edizione degli scritti autentici dell’abate calabrese apre finalmente la strada a una nuova, e più genuina, interpretazione della sua figura. A Gioacchino da Fiore non si addiceva un’inverosimile inconsapevolezza degli orientamenti e degli sviluppi fondamentali della teologia del proprio tempo, anche se a lui si può attribuire un ruolo ai margini, se non al di là dei confini, in particolare rispetto alla nascente teologia scolastica parigina, e in una certa misura anche in rapporto alla teologia monastica dell’epoca, rappresentata in particolare da Bernardo di Clairvaux.